Interior Design
Come lavoriamo a Torino e dintorni
Travatura ha aperto il suo studio a Torino nel 2011, e da allora abbiamo seguito cantieri che vanno dai sottotetti di Borgo Po fino agli appartamenti industriali di Barriera di Milano. Il nostro approccio all'interior design non parte da una moodboard né da un catalogo: parte da un sopralluogo, spesso di due ore o più, in cui uno dei nostri progettisti, di solito Marta o Giacomo, cammina per gli spazi vuoti e prende appunti a mano. Quella prima visita vale più di qualsiasi questionario online.
Progettiamo interni residenziali, spazi di lavoro e locali commerciali. Ogni commessa ha un responsabile di progetto unico che segue tutto dall'idea al collaudo finale, senza passaggi di consegne a metà strada.
Il processo, passo dopo passo
Dopo il sopralluogo preparamo un rilievo metrico preciso. In spazi complessi usiamo uno scanner laser che restituisce una nuvola di punti con tolleranza al millimetro: questo evita sorprese quando i mobili su misura arrivano in cantiere. Da quel rilievo costruiamo il modello tridimensionale in Archicad, lo stesso software che usiamo per l'architettura, così i due team parlano la stessa lingua e le interferenze tra impianti e finiture vengono risolte sul video, non sul muro.
La fase di concept produce di solito tre scenari distinti, non varianti dello stesso tema. Uno scenario punta sulle finiture industriali, magari un solaio in ferro a vista e pavimento in resina Pandomo; un secondo lavora sul caldo, con tavole di rovere nodato e pareti in intonaco a base di calce; il terzo cerca la sintesi. Il cliente sceglie, oppure prende pezzi di tutti e tre, e da lì cominciamo il progetto definitivo.
Materiali che usiamo davvero
Abbiamo una certa preferenza per i materiali che invecchiano bene senza bisogno di manutenzione ossessiva. Il cotto fatto a mano di Impruneta, per esempio, dopo dieci anni racconta la casa molto meglio di una ceramica rettificata. Il lattonaggio in rame naturale ossida e si patina nel tempo, e a Torino, con l'umidità della pianura padana, lo fa in modo particolarmente interessante. Per i pannelli di rivestimento lavoriamo spesso con un falegname di Rivoli, Ernesto Quaranta, che produce lastre in legno di recupero: travi da vecchi fienili smontati nel Monferrato, rilavorate in spessori da 20 o 30 millimetri.
Quando serve il metallo, ci appoggiamo a una piccola officina in corso Umbria che lavora l'acciaio corten e il ferro nero verniciato a polvere. Tempi lunghi, tre o quattro settimane, ma i pezzi escono senza sbavature.
Illuminazione e impianti
L'illuminazione la trattiamo come parte integrante del progetto, non come rifinitura da aggiungere alla fine. Il piano luce viene disegnato in parallelo con la distribuzione degli spazi, perché spostare un punto luce dopo aver stuccato è un problema che si paga due volte. Lavoriamo principalmente con corpi da incasso a bassa temperatura di colore, tra 2700 e 3000 Kelvin, e integriamo dove possibile luci indirette a cielino o a battiscopa per dare profondità ai volumi senza abbagliare.
Per gli impianti elettrici e domotici collaboriamo con un impiantista, Roberto Fenoglio, che conosce bene le nostre tavole e sa leggere un progetto di interni senza che dobbiamo spiegare ogni simbolo.
Coordinamento dei lavori
Molti studi di interior design consegnano il progetto e spariscono. Noi no. Il direttore operativo segue il cantiere con visite settimanali e un registro fotografico condiviso con il cliente in tempo reale. Se un'impresa propone una variante in corso d'opera, la valutiamo noi prima che arrivi al cliente: così il cliente riceve una risposta tecnica, non una proposta commerciale travestita da soluzione tecnica.
Un cantiere medio a Torino, diciamo un appartamento di 120 metri quadrati con rifacimento completo, dura tra i quattro e i sei mesi. Abbiamo imparato a dirlo chiaramente fin dal primo incontro, perché sottostimare i tempi crea tensioni che rovinano il rapporto di lavoro prima ancora che l'intonaco asciughi.
Residenziale, uffici, locali commerciali
Nel 2019 abbiamo completato il rifacimento di un ufficio legale in via Po: 340 metri quadrati, pareti in MDF laccato bianco sporco, pavimento in pietra di Luserna recuperata da una demolizione in Val Pellice. Nel 2022 abbiamo seguito l'allestimento di un ristorante nel quartiere Vanchiglia, con controsoffitti in listelli di abete grezzo e un bancone in cemento armato gettato in opera. Ogni tipologia ha le sue regole, i suoi vincoli tecnici, i suoi fornitori giusti.
Se avete uno spazio da riprogettare a Torino o nelle province vicine, il primo passo è sempre un incontro informale nello studio oppure direttamente sul posto. Nessun preventivo cieco: prima vediamo, poi parliamo di numeri.