Restauro
Un mestiere che si impara cantiere per cantiere
Travatura nasce a Torino nel 2011, quando Marco Ferretti e Giulia Anselmetti decidono di lasciare due studi più grandi per lavorare su edifici che avevano già una storia. Non volevamo progettare dal nulla, volevamo capire cosa c'era già, leggerlo, e poi intervenire con rispetto e con metodo. Quella scelta ha definito quasi tutto quello che facciamo oggi.
Nel corso di questi anni abbiamo lavorato su palazzi ottocenteschi nel quadrilatero romano, su cascine trasformate in abitazioni private nella cintura collinare, su ex capannoni industriali lungo il corso di Borgo San Paolo. Ogni cantiere è stato diverso dagli altri. Ogni volta ci siamo trovati davanti a qualcosa che i disegni originali non avevano previsto, e abbiamo imparato a leggere la materia prima ancora che i documenti d'archivio.
Come lavoriamo prima di toccare un muro
La fase preliminare è quella che più spesso i clienti sottovalutano, e che invece determina quasi tutto il resto. Prima di redigere qualsiasi progetto esecutivo, effettuiamo un rilievo metrico e materico dell'edificio. Non ci limitiamo alle misure: campionammo le malte, classifichiamo le tipologie di mattone, individuiamo le stratigrafie degli intonaci con piccole carotature a secco eseguite in punti concordati con la direzione lavori.
Quando la struttura lo richiede, collaboriamo con l'ingegner Paolo Dutto, strutturista con cui lavoriamo stabilmente dal 2015, per le verifiche sui solai in legno e sulle murature portanti. Le sue analisi con martinetti piatti ci hanno più volte permesso di evitare interventi invasivi che in un primo momento sembravano inevitabili.
Ricerca archivistica e confronto con la Soprintendenza
Per gli immobili vincolati, la ricerca documentale parte dall'Archivio di Stato di Torino e, quando necessario, dall'Archivio Storico della Città. Cerchiamo planimetrie catastali, licenze edilizie, fotografie d'epoca. Questo materiale non serve solo per la relazione storica richiesta dalla Soprintendenza: serve a noi per capire quali modifiche siano state sovrapposte nel tempo e quali elementi abbiano ancora la loro forma originale sotto strati di intonaco o controsoffitto.
Il dialogo con la Soprintendenza per i Beni Architettonici del Piemonte lo gestiamo direttamente, presentando le istanze con tutta la documentazione raccolta prima ancora che il progetto sia definitivo. Preferisco discutere le scelte in fase di schema piuttosto che difenderle quando sono già sul tavolo come progetto esecutivo. Ci vuole più tempo, ma evita sorprese nei momenti sbagliati.
Materiali: il criterio della compatibilità
Sul tema dei materiali abbiamo una posizione abbastanza netta. I leganti idraulici naturali, le calci aeree, le malte di allettamento a base di cocciopesto: sono materiali che conoscono da secoli la muratura su cui li stendi. Sono traspiranti, lavorabili, reversibili. Usare una malta cementizia su una muratura in mattoni pieni del 1880 crea differenziali di rigidità che nel medio periodo producono danni peggiori di quelli che si voleva riparare.
Per i pavimenti, quando la posa originale è ancora leggibile, scegliamo il recupero di mattonelle in cementina o in graniglia dello stesso periodo, reperibili presso alcuni fornitori specializzati che frequentiamo da anni. Se il materiale originale è irrecuperabile nella quantità necessaria, progettiamo l'integrazione in modo che sia riconoscibile senza essere invasiva. La distinzione tra antico e nuovo deve potersi leggere, non deve urlare.
Un cantiere recente: via Mercanti, 2023
Nel 2023 abbiamo completato il restauro di un appartamento al secondo piano di un palazzo liberty in via Mercanti. L'appartamento aveva subito una ristrutturazione negli anni Settanta che aveva coperto i soffitti a cassettoni originali con un controsoffitto in cartongesso e tamponato due aperture ad arco ribassato con blocchi di laterizio. La proprietaria, Carla Vignolo, ci aveva contattato dopo aver trovato per caso una fotografia dell'appartamento risalente al 1934 in una busta tra le carte di famiglia.
La rimozione del controsoffitto ha restituito i cassettoni in rovere quasi intatti, con tracce di una tinteggiatura a tempera color avorio che abbiamo fatto analizzare da un laboratorio di diagnostica. Il legno è stato consolidato con trattamento a base di resina acrilica in soluzione acquosa e poi reintegrato nelle parti mancanti con inserti dello stesso essenza, tagliati a mano per rispettare la venatura. Le aperture ad arco sono state ripristinate con mattoni pieni di recupero, stuccati con malta di calce e polvere di mattone per avvicinarsi al tono della muratura circostante. I lavori sono durati cinque mesi.
Cosa possiamo fare per il vostro edificio
Lavoriamo su abitazioni private, edifici condominiali, immobili a uso misto, spazi commerciali con valore storico documentato. L'incarico può partire da una consulenza preliminare, in cui facciamo un sopralluogo e vi restituiamo una relazione scritta sullo stato di conservazione e sulle possibilità di intervento, prima di qualsiasi impegno progettuale. Molti clienti trovano utile questo passaggio per capire se e come procedere, soprattutto quando l'immobile è appena stato acquistato e le incognite sono ancora molte.
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