Uffici
Spazi che funzionano davvero, non solo quelli che sembrano funzionare
Travatura nasce a Torino nel 2011, in un capannone reconvertito in via Cigna che oggi è diventato il nostro studio. Da allora abbiamo progettato uffici per studi legali, agenzie di comunicazione, startup del settore manifatturiero e piccole società di ingegneria sparse tra il Piemonte e la Lombardia. Ogni volta la domanda di partenza è la stessa: come lavora davvero la gente che starà in questo posto? Non come vorrebbe lavorare in teoria, ma come lavora il lunedì mattina quando arriva il caffè freddo e ci sono tre riunioni sovrapposte.
Il nostro approccio non è una formula. È una conversazione che comincia prima ancora di aprire un programma di modellazione.
Come inizia un progetto per uffici
La prima fase si chiama ascolto, e di solito dura due settimane. Marco Ferraris, il nostro responsabile di progetto per gli interni commerciali, trascorre almeno due mezze giornate nell'azienda cliente prima di disegnare una sola linea. Osserva i flussi, conta le persone che si alzano dalla scrivania per andare a stampare, nota dove si accumulano i documenti fisici, capisce se le sale riunioni vengono usate davvero o se servono solo per le foto del sito.
Da quella osservazione diretta escono le prime decisioni strutturali: dove mettere le zone di concentrazione silenziosa, dove invece ha senso lasciare apertura e rumore controllato, come distribuire la luce naturale in modo che non bruci gli schermi nel pomeriggio. Solo dopo cominciamo con le planimetrie.
Materiali e scelte costruttive
Per le partizioni interne utilizziamo quasi sempre sistemi a secco con lastre in cartongesso a doppio strato, con lana di roccia interposta per l'isolamento acustico. Non è la soluzione più economica in assoluto, ma garantisce flessibilità: se tra tre anni l'azienda cresce o cambia struttura organizzativa, si smonta e si riconfigura senza demolizioni pesanti. Lo abbiamo imparato lavorando nel 2017 con una società di consulenza in corso Re Umberto che aveva raddoppiato il personale nel giro di diciotto mesi.
I pavimenti sopraelevati li consigliamo quasi sempre negli uffici con più di venti postazioni, perché permettono di nascondere i cavi e di aggiornare l'impianto elettrico senza rompere niente. Il top delle scrivanie lo scegliamo in truciolare nobilitato da 28 millimetri quando il budget è contenuto, in faggio o rovere massello quando il contesto lo richiede. La differenza si vede e si sente, letteralmente, quando si appoggiano le mani.
Acustica: il problema che tutti ignorano fino a quando è troppo tardi
Il 60 per cento dei problemi che ci vengono segnalati negli uffici ristrutturati da altri riguarda l'acustica. Soffitti alti, pavimenti in resina, superfici vetrate: tutto bello, tutto riflettente, tutto insopportabile quando ci sono quindici persone al telefono contemporaneamente. Noi lavoriamo con pannelli fonoassorbenti integrati nel controsoffitto, con tende tecniche in tessuto pesante quando la luce lo permette, e con elementi verticali in fibra di poliestere riciclato che assorbono le frequenze medie senza diventare decorazioni invasive.
Per il progetto realizzato nel 2022 per uno studio di architettura in zona Vanchiglia, Torino, abbiamo usato pannelli in fibra di legno mineralizzata a vista, fissati su telaio metallico a 12 centimetri dal soffitto grezzo. Il risultato ha abbassato il tempo di riverbero da 1,4 secondi a circa 0,6 secondi. La titolare, Giulia Mantovani, ci ha detto che la prima settimana le sembrava di lavorare in un posto diverso.
Luce naturale e illuminazione artificiale
La posizione delle scrivanie rispetto alle finestre non è mai casuale nel nostro progetto. Lavoriamo con simulazioni di irraggiamento solare per capire come cambia la luce nell'arco della giornata e delle stagioni, specialmente negli edifici storici torinesi dove i cortili interni creano situazioni di luce molto particolari. L'illuminazione artificiale integra quella naturale con corpi a LED regolabili in temperatura di colore, tra i 3000 e i 4000 Kelvin secondo le zone, comandati da sensori di presenza e da dimmer manuali accessibili a ogni postazione.
Piccolo dettaglio che fa differenza: evitiamo i faretti a incasso diretti sulle scrivanie. Creano ombre dure sul viso durante le videochiamate e affaticano la vista nel lavoro prolungato su schermo. Meglio una luce diffusa dal soffitto integrata con una fonte laterale bassa.
Tempi, costi e cantiere
Un ufficio da 200 metri quadri richiede mediamente tra le sei e le dieci settimane di cantiere, dipende dallo stato dell'immobile di partenza e dalla complessità degli impianti. I prezzi variano molto: un intervento di sola distribuzione interna e finiture parte da cifre diverse rispetto a un progetto che include la completa revisione degli impianti elettrici e di climatizzazione. Per questo facciamo sempre un sopralluogo gratuito prima di qualsiasi preventivo, perché un numero buttato senza vedere lo spazio non vale niente per nessuno dei due.
La gestione del cantiere è diretta: Travatura coordina direttamente le imprese esecutrici, non delega a un general contractor esterno. Questo significa un unico interlocutore per il cliente, meno margini sovrapposti e più controllo sulla qualità delle lavorazioni. Se qualcosa non va come deve, lo sappiamo subito e lo risolviamo noi, senza rimbalzi di responsabilità tra soggetti diversi.